Perché Il Pensatoio?

ilpensatoio.net è sorto abbastanza naturale e velocemente come nome per il blog. Mi è venuto in mente, guardando una vecchia mansarda di travi in una vecchia casa di campagna, al fatto che in quello spazio avrei potuto crearmi il pensatoio (fantasie). Allora mi è stata subito ricordata questa cosa:

Siamo alla fine del V secolo a.c., il secolo d’oro di Atene. In quel periodo c’è un gruppo di filosofi che sta scardinando la società ateniese: dicono che non esiste il bene e il male, la verità e la falsità , sostengono che è l’uomo a determinare cosa sia il bene e cosa il male, cosa sia il vero e cosa il falso. Arrivano addirittura ad affermare che gli dèi non esistono. Contro i sofisti (così veniva chiamato questo gruppo di filosofi) la società d’Atene prende posizione e li condanna; pensano che Socrate sia il loro capo e lo condanna morte perché appunto corrompeva i giovani, non è vero ma loro pens avano così. Socrate in seguito alla condanna pur potendo scappare, avevano già predisposto tutto perfino con i suoi carcerieri, rimane fedele alle regole e beve la cicuta in carcere.

La commedia antica era fortemente e violentemente politica. Infatti Aristofane ritenendo Socrate il maestro di questi sofisti, in una commedia dal titolo “Le nuvole”, per metterlo in ridicolo lo figura appeso al muro in una cesta che passa il tempo a pensare.

Quindi tutti i discorsi che ho in testa e nel blog (ancora pochi in realtà) un pò me li vedo li appesi alla cesta!

Come tu ti senti dipende solo da Te

“Quella persona mi fa arrabbiare”, spesso diciamo così. Questa affermazione racchiude in sè il nostro discolparci da una situazione\persona con cui stiamo avendo a che fare e ci mette apparentemente dalla parte della ragione. Sul lungo periodo questo stato d’animo inconscio peggiora la situazione: ci allontana sempre più dal controllo che abbiamo sulla nostra vita e dalle persone con cui siamo in contatto al lavoro e nel tempo libero.

Da circa un anno ho conosciuto la figura di Tony(Antony) Robbins, formatore americano. Con lui hanno studiato personaggi di spicco in Italia tra i quali Roberto Re e Alfio Bardolla. Una cosa in particolare ha attratto subito la mia attenzione, una tra tutte, che disintegra in un secondo i paradigmi con la quale ero abituato a interpretare le relazioni umane.

Robbins dice che come tu ti senti dipende da te e non dalle circostanze che avvengono all’esterno (sei tu che ti arrabbi e non quella persona che ti fa arrabbiare). Questa affermazione, inizialmente anche ostica da accettare, racchiude un grande respiro profondo e una grande tranquillità, perché? Mette nelle nostre mani gli strumenti per capire che come reagiamo a persone e situazioni è una nostra scelta.

Quindi la responsabilità e il potere di influenzare il nostro stato d’animo o meno non sono attribuiti al nostro interlocutore ma soltanto a noi, così come le situazioni che ci stressano e i clienti che fanno arrabbiare. Paradigma su cui riflettere molto, magari difficile inizialmente. Una buona via per la consapevolezza.

Secondo articolo che si immerge a gamba tesa negli argomenti del blog.

Partiamo da qui

Non sono mai andato molto bene a scuola, non per mancanza di intelletto, ma per mancanza di interesse in ciò che mi veniva proposto. Ho sempre cercato qualcosa di meno convenzionale e malgrado tutto sono sempre stato attratto dai libri e dall’interesse nello scrivere ciò che penso. Riguardo la scrittura, ovviamente senza pretese di scomodare linguaggi forbiti o voler sembrare uno scrittore: semplicemente utilizzando il mezzo come credo e posso per poter comunicare al mondo ciò che ho in testa (facile!).

Qualche anno fa ribaltando una situazione di stallo della mia vita ho finalmente abbattuto il muro che mi separava da quelle belle cose di cui sopra! Ho iniziato a leggere con regolarità, sopratutto libri di crescita personale e comunicazione, senza volerlo, utili anche per il mio lavoro (fotogarfo). Lo scrivere invece è sempre stato molto frammentato: teorie, poesie, pagine a ruota libera riempite di prima mattina e taccuini scritti a matita.

Nel 2016 ho iniziato ad ascoltare i primi podcast, allontanandomi ben presto dalle trasmissioni tradizionali, cercando nella tab in alto a destra qualcosa che ancora non sapevo di preciso. Negli anni ho scoperto e ascoltato molti podcaster, alcuni tra i quali sono stati e sono tuttora fondamenta nel mio assetto mentale. Potrebbe sembrare esagerato ma non tutti sanno che questo “nuovo” modo di comunicare è popolato da persone competenti che per la semplice voglia di fare e condividere mettono a disposizione strumenti pazzeschi con contenuti incredibili, forniti da loro e dai loro ospiti di puntata. Perché ascoltare storie di successo (successo = obbiettivi raggiunti) ci avvicina al mind-set giusto a cui tendere.

Per questo ho trovato lo spunto, ma soprattutto la voglia, di raggruppare e ordinare concetti e idee che scaturiscono da tutte queste fonti, semplicemente per non perderle.